PRINCIPALI MALATTIE DELL'OLIVO

 

OCCHIO DI PAVONE o CICLOCONIO

AGENTE PATOGENO: Spilocaea oleaginea (Cast.) Hugh (Deut., Ifali, Demaziac.)
CICLO BIOLOGICO: E' la più grave avversità crittogamica dell'olivo. Colpisce anche i piccioli, i rametti e i frutti. Si manifesta con vaiolature del diametro di circa 1 cm, di color grigio-rossastro con bordo bruno scuro, visibili sulla pagina superiore. Durante i mesi caldi si circondano di alone giallo. Il patogeno sopravvive come micelio nelle foglie ammalate rimaste sulla pianta o cadute a terra. Lo sviluppo delle infezioni avviene all'inizio della primavera o in autunno, con temperature medie superiori ai 3-5°C, accompagnate da un'elevata umidità ambientale per alcuni giorni. I conidi, trasportati dal vento e dalla pioggia, germinano entro 24-48 ore e perforano la cuticola originando un micelio sottocuticolare.

Il periodo di incubazione ha una durata variabile cosicchè la malattia si manifesta anche dopo molto tempo dall'avvenuta infezione. Le piante colpite vanno incontro a forti defogliazioni.

Caratteristiche macchie provocate dalla malattia sulla pagina superiore della foglia.

 

LOTTA: Una efficace misura di lotta contro questa malattia si basa sulla riduzione della massa di inoculo presente sulla pianta favorendo la cascola delle foglie infette Dal terreno, infatti, i conidi difficilmente sono in grado di raggiungere le foglie provocando nuone infezioni. A tal scopo, in caso di forti infezioni, e' utile effettuare, a settembre-ottobre alla comparsa dei primi sintomi (anche in concomitanza degli interventi contro la mosca), prima della ripresa vegetativa e nella fase della mignolatura degli interventi impiegando sali rameici. In altenativa al rame puo' essere utilizzata la dodina.  
   

 

 

 

CERCOSPORIOSI o PIOMBATURA

 

AGENTE PATOGENO: Cercospora cladosporioides Sacc. (Deut., Ifali, Demaziac.)
   

 

CICLO BIOLOGICO: Si manifesta con macchie grigio piombo sulla pagina inferiore. Su quella superiore corrispondono macchie giallastre o brune, mal definite. Il patogeno attacca soprattutto le foglie di un anno sulla cui pagina inferiore sviluppa una vegetazione conidiofora e conidica di colore grigio piombo. Le foglie colpite in autunno sono destinate a cadere nella successiva primavera. Più raramente vengono colpite anche le drupe con chiazze rosso-brune.
LOTTA: La malattia viene controllata dai normali trattamenti autunnali e primaverili effettuati contro il cicloconio.  

 

 

 

MOSCA DELLE OLIVE

 

 

Bactrocera (=Dacus) oleae Gmelin (Ditt., Tripet.)
   
CICLO BIOLOGICO: L'insetto compie un numero variabile di generazioni all'anno, secondo il clima, e sverna come pupa nel terreno. Nelle nostre zone compie 6-7 generazioni. In aprile maggio avviene lo sfarfallamento dei primi adulti. Le prime infestazioni si verificano, tuttavia, solo nella prima quindicina di luglio per le olive da mensa successivamente per le cultivar da olio. Le femmine all'atto della ovodeposizione conficcano l'oviscapo nelle drupe formando piccole ferite triangolari in fondo alle quali depongono un uovo. Nelle annate favorevoli allo sviluppo dell'insetto in ogni oliva vengono deposte più uova. La nascita delle larve avviene dopo 2-6 giorni di incubazione o solo dopo una decina in autunno.Le larve, inizialmente di colore bianco e successivamente cremeo, apode si evolvono attraverso tre stadi (I°, II° e III° eta') e, raggiunta la maturita', si impupano all'interno delle drupe non ancora mature o nel terreno nel periodo della raccolta. Giunte a maturità dopo 10-20 giorni si impupano all'interno delle gallerie che hanno scavato nella polpa. Gli adulti sfarfallano dopo una settimana o poco più. Particolarmente dannose sono le infestazioni dei mesi di settembre-ottobre, sia sulle varietà da tavola che da olio. Il danno arrecato si rileva assai grave in quanto oltre ad una diminuzione della produzione porta ad un decremento qualitativo.
   

 

   

LOTTA: Sulle olive da tavola intervenire alla comparsa delle prime ovodeposizioni.

Sulle varietà da olio si consiglia di installare le trappole attrattive innescate a feromone, dall'inizio del volo monitorare la dannosita' del parassita analizzando un campione di 100 olive prelevate da 10 piante e rappresentative dal compo. Trattare chimicamente quando si supera circa il 10 % di infestazione attiva (somma di uova, larve di I° e II° eta').

Impigare dimetoato (fitotossico per la cv. coratina), formotion, triclorfon, fosfamidone rispettando le dosi e le indicazioni riportate sulle etichette dei formulati commerciali utilizzati o distribuire, su parti della chioma maggiormente soleggiate, esche proteiche avvelenate con i suddetti principi attivi.

 

 

 

TIGNOLA

 

Prais oleae (Bern.) Lepid., Iponom.
   

 

 

CICLO BIOLOGICO: La tignola compie tre generazioni all'anno. Il primo volo degli adulti avviene in aprile (generazione antofaga), le femmine depongono sui calici dei bottoni fiorali, le relative larve rovinano le migliole e si incrisalidano sui residui fiorali. Il secondo volo avviene in giugno e le uova vengono deposte sul calicetto delle giovani olivine ( generazione carpofaga). Le larve neonate penetrano nella drupa, forano il nocciolo e ne divorano la mandorla. A maturita' fuoriescono, attraverso un foro posto vicino al punto d'attacco del peduncolo, per incrisalidarsi entro un bozzolo tessuto fra le foglie, nel suolo o sulla vegetazione sottostante le piante. Il danno arrecato è rappresentato dalla cascola precoce nel mese di luglio provocate dalle larve al momento della penetrazione nel nocciolo e in settembre-ottobre al momento della fuouscita della larva. Gli adulti sfarfallati danno origine alla generazione fillofaga, le cui larve si incrisalidano in un bozzolo tra le foglie o nelle anfrattuosita' della corteccia..

 

Danno della generazione antofaga
LOTTA: Le popolazioni delle tignola subiscono una notevole mortalita' sia per cause abiotiche che per l'azione di numerosi parassiti. Escludendo qualsiasi intervento contro le generazioni antofaga e fillofaga, il trattamento della generazione carpofaga deve essere ben valutato, anche con l'ausiolo delle trappole a feromone, a seconda dell'andamento climatico e della cultivar. Nelle nostre zone la soglia di intervento puo' variare dal 10 al 30 % di olivine infestate (somma di uova piu' larvette appena penetrate). Intervenire, comunque, in giugno-luglio, prima dell'indurimento del nocciolo, impiegando insetticidi citotropici come dimetoato, triclorfon ecc..
  Trappola innescata a feromone per Prays.

 

 

OZIORRINCO

Otiorrhynchus cribricollis Gyllh. (Col., Curcul.)
   

 

CICLO BIOLOGICO: La specie è diffusa in tutte le zone olivicole italiane. Gli adulti hanno una taglia di 6-8 mm e sono di colore scuro. Compaiono all'inizio dell'estate e, dopo aver estivato, in settembre-ottobre. Di giorno si rifugiano nel suolo per risalire nottetempo sulle piante e compiere erosioni a carico delle foglie e danneggiare gemme e germogli. Si riproducono, rispettivamente, per partenogenesi e per anfigonia. Le uova vengono deposte nel terreno dove le larve si sviluppano a spese delle radici di piante erbacee spontanee e coltivate. Entrambe le specie compiono una sola generazione all'anno. Si manifesta con erosioni irregolari a mezzaluna sul margine delle foglie dei polloni e dei rami.
   

 

 

LOTTA: In vivaio e sulle giovani piante in allevamento, intervenire con ocefate oppure disporre sul tronco e sul tutore fascie di fibra acrilica per impedire la risalita ed intrappolare gli adulti in attivita' trofica. Si consiglia di posizionare le fasce da giugno e sino all'inizio della diapausa, rimuovendole per favorire la corretta lignificazione di tutte le parti del tronco.
   

 

RODILEGNO

 

Zeuzera pyrina (L.) (Lepid., Coss.)

 

 

CICLO BIOLOGICO: Gli adulti sfarfallano da giugno a tutto agosto per deporre le uova in prossimità di lesioni della corteccia o nelle vecchie gallerie larvali. Le larve scavano gallerie nei germogli e nella zona midollare dei rami - che deperiscono, disseccano e si spezzano con facilità - compromettendo la vitalità delle piante e lo sviluppo di quelle in allevamento. Il ciclo biologico dell'insetto si completa in due annate.

Il danno si manifesta con disseccamento della cima dei rametti causato da una galleria scavata nella zona midollare da una larva gialla con verruche pilifere nere.

Femmina di Zeuzera in ovodeposizione

 

LOTTA: Per combattere il rodilegno e' necessario cercare con cura la presenza dei fori determinati da quest'insetto, rintracciare la larva presente all'interno ed eliminarla con l'ausilio di un fil di ferro.

L'azione di difesa puo' essere efficacemente integrata dalla cattura massiva degli adulti posizionando nell'oliveto apposite trappole attrattive innescate a feromone in ragione di 10 per ettaro.

   

 

 

 

LA LEBBRA DELLE OLIVE

 

CICLO BIOLOBICO: E' una malattia che colpisce i frutti, i rametti e le foglie. E' provocata dal fungo imperfetto Gloeosporium olivarum, caratterizzato da conidi unicellulari prodotti da conidiofori fittamente affiancati, raccolti in acervuli. Sui frutti maturi l'alterazione consiste in macchie più o meno estese di colore bruno-nerastro; questi marciumi possono estendersi all'intera drupa, finendo poi per farla raggrinzire e mummificare, anche se resta attaccata al rametto. In ambienti umidi, la superficie dei tessuti marcescenti può ricoprirsi di una patina pruinosa o cerosa, di colore rosa-brunastro, costituita dalle fruttificazioni acervulari del fungo. Sulle foglie l'infezione provoca delle macchie clorotiche o giallastre che in seguito acquistano colore bruno chiaro o rossastro e seccano. Il fungo attacca i giovani rami di due o tre anni con un diametro al massimo di 4-5 cm, provocando macchie color nocciola, cui seguono necrosi e fessurazione dei tessuti corticali. A seguito degli attacchi del patogeno, le piante subiscono più o meno gravi defogliazioni, ma l'effetto negativo forse più evidente degli attacchi di lebbra é quello dell'aumento dell'acidità dell'olio prodotto. La disseminazione del fungo nelle infezioni primarie avviene essenzialmente a mezzo dei conidi portati dagli schizzi di pioggia. Le infezioni si possono diffondere anche per mezzo del micelio vegetativo che può infettare le diverse parti della pianta. Sebbene le infezioni primarie possano aver luogo durante gran parte dell'anno, normalmente sono più frequenti in autunno - inizio inverno, quando le più favorevoli condizioni ambientali (piogge frequenti e temperatura compresa tra 10 e 15°C), determinano, attraverso una più abbondante sporulazione ed una riduzione del periodo di incubazione, un considerevole aumento della massa di inoculo del parassita.

Oliva fortemente attaccate dalla lebbra

 

 

LOTTA: La difesa deve essere effettuata innanzitutto mettendo in atto pratiche colturali finalizzate ad impedire il ristagno dell'umidità, attraverso sistemazioni idriche, lavorazioni del terreno adeguate ed una equilibrata potatura delle piante. Negli oliveti in cui si ha esperienza di danno da infezioni diffuse di lebbra, si consigliano due trattamenti anticrittogamici preventivi con prodotti a base di rame, a partire dalla fine di settembre sino ai primi di novembre, ponendo molta attenzione a rispettare il periodo di carenza. Durante i trattamenti è importante rispettare le dosi di prodotto commerciale indicate in etichetta ed assicurare alle piante una uniforme ed abbondante bagnatura. Visto l'aumentare della dannosità della malattia in diverse zone del Salento, dovuta probabilmente ad un andamento climatico particolarmente umido del periodo autunno-vernino, il CODILE ha individuato delle zone infette dove poter impostare delle prove di lotta per mettere a punto una strategia di intervento più idonea alle esigenze dell'olivicoltura salentina; tale strategia deve tener anche conto delle infezioni di occhio di pavone e cercosporiosi che nelle nostre zone sono oramai malattie epidemiche.

Forte defogliazione provocata dalla lebbra

   

 

homepage