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Agricoltura, provvedimenti inseriti nel decreto liberalizzazioni

Le principali novità in materia agricola inserite nel decreto liberalizzazioni sono: stop agli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli, pagamenti rapidi nelle transazioni commerciali di prodotti agroalimentari con la previsione di pesanti sanzioni in caso di ritardi, dismissione dei terreni demaniali con vincolo della destinazione agricola per 20 anni.

Rapporti più equi con la grande distribuzione organizzata, all’insegna della trasparenza per mettere, di fatto, un freno allo strapotere delle strutture della grande distribuzione. L’articolo 62 dispone che i contratti che hanno per oggetto la cessione dei prodotti agricoli e alimentari, ad eccezione di quelli conclusi con il consumatore finale, saranno stipulati obbligatoriamente in forma scritta e indicheranno, a pena di nullità, la durata, le quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento.
I contratti, in sostanza, dovranno essere ragguagliati ai principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, con riferimento ai beni forniti.

Altra norma agricola è quella contenuta nell’articolo 63 del decreto liberalizzazioni che dispone che i rientri di capitale e di interessi dei mutui erogati dall’Istituto sviluppo agroalimentare (Isa), di cui è consentito l’anticipo per garantire la copertura finanziaria per i primi tre anni, vengono utilizzati per il finanziamento della quota in conto capitale dei contratti di filiera e di distretto a rilevanza nazionale.

Con l’articolo 64 il decreto attiva il cosiddetto “Fondo credito”, uno strumento finanziario finalizzato a fornire un ulteriore sostegno all’accesso del credito alle aziende agricole, attraverso finanziamenti agevolati.

Un’altra norma, contenuta nell’articolo 65, sopprime l’incentivo statale per gli impianti solari fotovoltaici collocati a terra in aree agricole, fatte salve le autorizzazioni già in corso, e aumenta il sostegno finanziario per gli impianti costruiti sulle serre, equiparando gli incentivi a quelli realizzati sugli edifici.

L’articolo 66 stabilisce che entro il 30 giugno di ogni anno il ministro delle politiche agricole individui i terreni agricoli a vocazione agricola di proprietà dello Stato e degli enti pubblici nazionali ai fini della successiva alienazione, a cura dell’Agenzia del demanio. La vendita avverrà mediante procedura negoziata senza pubblicazione del bando per gli immobili di valore inferiore a 100.000 euro e mediante asta pubblica per quelli pari o superiori a tale importo.

E’ in preparazione un “pacchetto semplificazioni”, il Governo con tali misure vuole dare un taglio a tutti quegli aspetti procedurali che comportano decine di miliardi di costi alle imprese agricole.
Saranno altresì introdotti importanti novità in chiave antiburocrazia: pratiche e autorizzazioni avranno tempi certi e garantiti per con l’istituzione di un apposito ufficio che sarà operativo anche presso gli enti locali, snellimento delle procedure autorizzative per l’assunzione di lavoratori extracomunitari.

Il settore rischia però un ulteriori inasprimento sul fronte previdenziale. Un emendamento al decreto legge Milleproroghe prevede un aumento delle aliquote contributive pensionistiche dei lavoratori autonomi, categoria in cui rientrano coltivatori diretti, mezzadri e coloni.
Non passa il taglio dell’Imu agricola a carico degli imprenditori “professionali”, emendamento prima presentato e poi ritirato.

This entry was posted on martedì, febbraio 7th, 2012 at 9:22 and is filed under info. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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