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Direttiva 2009/128/CE

Macchine irroratrici agricole: controlli e tarature per una maggiore efficienza e sicurezza di impiego.

La difesa delle colture dalle avversità mediante l’impiego di prodotti fitosanitari è una tecnica fondamentale ai fini dell’ottenimento della qualità dei prodotti agricoli.

Tuttavia i prodotti fitosanitari se da un lato consentono di ottenere produzioni agricole di qualità in grado di far conseguire ottimi profitti agli imprenditori agricoli, dall’altro lato rappresentano i fattori preponderanti dell’inquinamento ambientale con danni a volte irreversibili al mondo animale e vegetale.

A ciò deve essere aggiunto il fatto che l’impiego di tali prodotti rappresenta per l’imprenditore un costo non indifferente tale da incidere sui costi complessivi di esercizio.

Il parco macchine italiano delle irroratrici è oggi ancora rappresentato, in buona parte, da attrezzature tecnologicamente obsolete, spesso caratterizzate da alcune evidenti carenze funzionali e non correttamente regolate, e quindi, da macchine non in grado di consentire sempre una distribuzione del prodotto fitosanitario mirata, efficace e nel rispetto dell’ambiente, come invece sarebbe necessario.

Queste carenze funzionali vanno via via aumentando nel corso dell’impiego delle macchine, anche a seguito di una insufficiente manutenzione delle stesse e sono la principale causa dei risultati negativi, in termini di controllo delle patologie e inquinamento ambientale, che spesso si ottengono dal trattamento fitoiatrico o fitosanitario.

Da qui nasce l’esigenza di procedere ad una periodica verifica funzionale delle macchine irroratrici in uso, in maniera tale da garantire una corretta e sostenibile distribuzione del prodotto chimico.

La Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, pubblicata il 24.11.2009 sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, al Cap.8 riporta: “entro il 14 dicembre 2016, gli Stati membri fanno in modo che le attrezzature per l’applicazione di pesticidi siano state ispezionate almeno una volta”.

La sensibilità della Comunità Europea su questa tematica, si è concretizzata nell’emanazione della Direttiva 2009/128/CE che istituisce un “Quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari” che si pone come principali obiettivi quelli di:

minimizzare rischi e pericoli alla salute e all’ambiente derivanti dall’uso dei prodotti fitosanitari;

migliorare i controlli sull’uso e la distribuzione degli agrofarmaci;

ridurre i livelli delle sostanze attive nocive anche attraverso la sostituzione di quelle più pericolose con altre più sicure, anche di natura non chimica;

promuovere coltivazioni con apporto ridotto o nullo di agrofarmaci, promuovendo l’uso di codici di buone pratiche.

Tali obiettivi possono essere raggiunti anche con il periodico ed obbligatorio controllo funzionale delle macchine irroratrici in uso.

In particolare, secondo quanto prevede la Direttiva Comunitaria, entro il 14 Dicembre del 2016 ogni Stato Membro dovrà aver effettuato almeno una volta il controllo funzionale di tutte le attrezzature per la distribuzione degli agrofarmaci utilizzate a scopo professionale.

Dopo tale data potranno essere impiegate per uso professionale soltanto le attrezzature ispezionate con esito positivo.

Per quanto riguarda la periodicità dei controlli, la Direttiva stabilisce un intervallo tra le ispezioni, non superiore ai 5 anni fino al 2020 e non superiore ai 3 anni successivamente.

Pur trattandosi di un’attività presente in Italia già da alcuni anni, attualmente nella nostra Regione è limitata alle sole macchine irroratrici delle aziende che aderiscono alle misure agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR), facendo si che il numero di macchine irroratrici sino ad oggi controllate risulti piuttosto ridotto in quanto si stima che queste rappresentino a livello percentuale una piccola parte della totalità delle macchine che operano nella nostra Regione.

L’entrata in vigore delle Direttive 2009/127/Ce e 2009/128/Ce evidenziano la necessità di tutelare l’ambiente durante la distribuzione dei prodotti fitosanitari.

Vari sono i motivi di un alto interesse nei confronti dell’ambiente da parte della Comunità, i motivi più importanti sono il rischio diretto per l’operatore durante la preparazione e la distribuzione del prodotto; come anche l’inquinamento diffuso dovuto soprattutto durante la preparazione, il lavaggio o in presenza di perdite per gocciolamento degli ugelli o cattiva tenuta dei raccordi e rotture delle tubazioni, infine e non per minore importanza per i residui sugli alimenti.

In ogni caso, al di là dei possibili obblighi normativi, un costante monitoraggio della funzionalità delle macchine irroratrici e una corretta formazione professionale in merito producono vantaggi immediati per la stessa azienda poiché consentono di:

– disporre di una irroratrice funzionale e ben regolata in funzione delle caratteristiche del bersaglio, dell’epoca di intervento e delle modalità di azione della sostanza attiva;

– ottenere considerevoli risparmi di prodotto fitosanitario (e quindi di denaro), di tempo (grazie alla riduzione dei volumi impiegati) e di distribuire con precisione i volumi e le quantità di prodotto desiderati;

– ottenere una maggiore efficacia fitosanitaria del trattamento;

– evitare indesiderate forme di inquinamento ambientale e consentire anche una maggiore sicurezza dell’operatore.

Il Servizio di controllo e taratura per la Provincia di Lecce, è stato affidato al Consorzio di Difesa delle Produzioni Intensive della Provincia di Lecce (CO.DI.LE), pertanto chi volesse avere informazioni o aderire a tale servizio può contattare il Consorzio al seguente numero telefonico 0832.232134.

Direttiva comunitaria (1121)
This entry was posted on giovedì, novembre 24th, 2011 at 12:07 and is filed under info. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed.

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