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AFIDI

AFIDI

PRINCIPALI AFIDI CHE INFESTANO GLI AGRUMI:

Afide verde degli agrumi

Ordine: Rincoti

Famiglia: Afididi

Nome scientifico: Aphis citricola 

Afide bruno degli agrumi

Ordine: Rincoti

Famiglia: Afididi

Nome scientifico: Toxotpera aurantii 

Afide del cotone e delle cucurbitacee

Ordine: Rincoti

Famiglia: Afididi

Nome scientifico: Aphis gossypii 

Descrizione dei parassiti

L’Aphis citricola, Toxotpera aurantii e Aphis gossypii sono le specie più comuni sugli agrumi. Su questi possono tuttavia riscontrarsi occasionali attacchi di altri fitomizi (afidi, cocciniglie e cicaline) come Myzus persicae (Sulzer), Aphis craccivora Koch, Aphis fabae Scop., Macrosiphum aephorbiae (Tomas), Aulacorthum solani (Kalt.), Rhopalosiphum maidis (Fich) e Hyadaphis coriandri Das.

L’Aphis citricola (afide verde) è la specie più importante e dannosa e attacca soprattutto arancio, mandarino e clementine. L’afide provoca accentuati accartocciamenti delle foglie più giovani, ostacola lo sviluppo dei germogli, causa deperimenti vegetativi e talora la coltura dei fiori e la cascola dei frutti da poco allegati. Gli attacchi più importanti si verificano in primavera e sono particolarmente dannosi sulle piante in allevamento, su quelle reinnestate e in vivaio.

La Toxoptera aurantii (afide bruno) attacca tutti i Citrus, sopratttutto il limone e il cedro, provocando la docciatura e la deformazione del lembo fogliare senza causare accartocciamenti vistosi come quelli prodotti da Aphis citricola. Oltre ai danni diretti e alla melata prodotta che consente lo sviluppo della fumaggine, questi fitomizi sono potenzialmente pericolosi come vettori del virus della ” tristezza “, anche se finora solo per Aphis gossypii è stata accertata una debole attività al riguardo. Tale virus viene trasmesso da Toxoptera citricidus (Kirk.), un afide tropicale non presente nei Paesi del bacino del Mediterraneo. L’Aphis citricola è una specie dioica che ha come ospiti primari rosacee arbustive del genere Spiraea, sulle quali depone l’uovo durevole e svolge in primavera la prima parte del ciclo per poi migrare sugli agrumi che funzionano da ospiti secondari. Tale comportamento è tuttavia alquanto raro nelle aree agrumicole italiane per cui l’afide si moltiplica anolociclicamente (la generazione anfigonica scompare del tutto e la specie si perpetua solo attraverso la partenogenesi) con numerose generazioni, oltre 40, e sverna con femmine partenogenetiche sui ricacci vegetativi.

L’Aphis gossypii (afide del cotone e delle cucurbitacee) infesta soprattutto arancio, mandarino e clementine. Esso non provoca apprezzabili alterazioni del lembo fogliare e i suoi danni sono in genere limitati. Si moltiplica anolociclicamente con generazioni partenogenetiche come d’altra parte Toxoptera aurantii che, per la mancanza degli anfigonici, svolge un anolociclo obbligato (ogni anno si forma una generazione anfigonica dalla quale si origina la forma svernante) e sverna con un numero ridotto di individui sui germogli o su altre piante ospiti presenti nell’agrumeto.

Difesa

Gli afidi vengono combattuti in natura da coccinellidi (Adalia bipunctata, Adonia variegata e Scymnus spp., questi ultimi attivi soprattutto su Aphis gossypii), crisope, sirfidi e cecidomidi.

Un importante ruolo viene svolto dagli imenotteri parassiti Lysiphlebus testaceipes (Cr.), L. fabarum (Marsh.) e L. confusus Tr. et Ed., soprattutto nei confronti di Toxoptera aurantii.

La difesa chimica può essere giustificata al superamento della soglia di tolleranza (5% dei germogli infestati su mandarino e clementine e 10% su arancio per Aphis citricola, 25% per Toxoptera aurantii e Aphis gossypii) e quando la scarsa presenza di entomofagi non permette il naturale controllo delle infestazioni.

Tra i principi attivi impiegabili sono da citare: imidacloprid, fluvalinate, pimetrozine e thiamethoxam.