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LA LEBBRA DELLE OLIVE

LEBBRA

Ordine: Phyllachorales

Famiglia: Phyllachoraceae

Nome scientifico: Colletotrichum gloeosporioides

Descrizione del parassita

E’ una malattia che colpisce i frutti, i rametti e le foglie. E’ provocata dal fungo Colletotrichum gloeosporioides, caratterizzato da conidi unicellulari prodotti da conidiofori fittamente affiancati, raccolti in acervuli. Sui frutti maturi l’alterazione consiste in macchie più o meno estese di colore bruno-nerastro, questi marciumi possono estendersi all’intera drupa, finendo poi per farla raggrinzire e mummificare, anche se resta attaccata al rametto. In ambienti umidi, la superficie dei tessuti marcescenti può ricoprirsi di una patina pruinosa o cerosa, di colore rosa-brunastro, costituita dalle fruttificazioni acervulari del fungo. Sulle foglie l’infezione provoca delle macchie clorotiche o giallastre che in seguito acquistano colore bruno chiaro o rossastro e seccano. Il fungo attacca i giovani rami di due o tre anni con un diametro al massimo di 4-5 cm, provocando macchie color nocciola, cui seguono necrosi e fessurazione dei tessuti corticali. A seguito degli attacchi del patogeno, le piante subiscono più o meno gravi defogliazioni, ma l’effetto negativo forse più evidente degli attacchi di lebbra é quello dell’aumento dell’acidità dell’olio prodotto.

La disseminazione del fungo nelle infezioni primarie avviene essenzialmente a mezzo dei conidi portati dagli schizzi di pioggia. Le infezioni si possono diffondere anche per mezzo del micelio vegetativo che può infettare le diverse parti della pianta. Sebbene le infezioni primarie possano aver luogo durante gran parte dell’anno, normalmente sono più frequenti in autunno – inizio inverno, quando le più favorevoli condizioni ambientali (piogge frequenti e temperatura compresa tra 10 e 15°C), determinano, attraverso una più abbondante sporulazione ed una riduzione del periodo di incubazione, un considerevole aumento della massa di inoculo del parassita.

Danni

Le drupe sono gli organi più attaccati, queste generalmente cadono e comunque hanno una bassa resa ed un olio scadente con forte acidità. Forti attacchi causano gravi defogliazioni.

Difesa

La difesa deve essere effettuata innanzitutto mettendo in atto pratiche colturali finalizzate ad impedire il ristagno dell’umidità, attraverso sistemazioni idriche, lavorazioni del terreno adeguate ed una equilibrata potatura delle piante. Negli oliveti in cui si ha esperienza di danno da infezioni diffuse di lebbra, si consigliano trattamenti con prodotti a base di rame, a partire dalla fine di settembre sino ai primi di novembre, ponendo molta attenzione a rispettare il periodo di carenza. Durante i trattamenti è importante rispettare le dosi di prodotto commerciale indicate in etichetta ed assicurare alle piante una uniforme ed abbondante bagnatura. Visto l’aumentare della dannosità della malattia in diverse zone del Salento, dovuta probabilmente ad un andamento climatico particolarmente umido del periodo autunno-vernino, il CODILE ha individuato delle zone infette dove poter impostare delle prove di lotta per mettere a punto una strategia di intervento più idonea alle esigenze dell’olivicoltura salentina; tale strategia deve tener anche conto delle infezioni di occhio di pavone e cercosporiosi che nelle nostre zone sono oramai malattie epidemiche.