Via Zara 17, Cavallino (Le), Italy 73020 Tel: 0832/232134    Fax: 0832/232148

MARGARONIA

MARGARONIA

Ordine: Lepidoptera

Famiglia: Pyraustidae

Nome scientifico: Palpita unionalis Hb.

Descrizione del parassita

L’uovo, di colore variabile dal bianco pallido al giallastro è di forma ellittica, mentre la larva di colore verde brillante talvolta con riflessi vinosi, ha il capo giallastro ed è lunga circa 20-22 mm.

La crisalide presenta un colore marrone, mentre l’adulto è una farfallina di colore bianco madreperlaceo brillante con margine anteriore delle ali nocciola chiaro, ha un’apertura alare di circa 25-30 mm.

Gli adulti compaiono in primavera inoltrata, dopo l’accoppiamento le femmine depongono le uova in gruppi di 3-5 sulla pagina inferiore delle foglie lungo la nervatura mediana. Le larve neonate si portano verso le foglie apicali più tenere dove formano un riparo sericeo e cominciano a nutrirsi del tessuto fogliare della pagina inferiore; successivamente compiono quattro mute, ognuna in ripari diversi tra loro, attraverso le quali ingrossano ed assumono una colorazione più intensa.

Le larve di quarta età sono in grado di rodere tutto il tessuto fogliare ed in caso di forti attacchi anche le drupe, arrivate a maturità si costruiscono un riparo formato da foglie saldate tra loro con fili sericei all’interno del quale tessono un bozzoletto dove si incrisalidano.

P. unionalis

Danni

L’attività trofica delle larve causa la distruzione di una parte del fogliame che in caso di forti attacchi può determinare l’arresto dello sviluppo della pianta in particolar modo nei giovani impianti.

Gli attacchi di margaronia ostacolano il normale accrescimento dei rametti e dei germogli influendo così sia sullo sviluppo complessivo della pianta che sul raggiungimento e mantenimento della forma di allevamento scelta.

Particolarmente nocivi risultano gli attacchi tardivi (dal 10-15 settembre in poi) in quanto danneggiano gli accrescimenti di fine estate-inizio autunno determinando il ritardo della ripresa vegetativa nella primavera successiva. In caso di infestazioni particolarmente gravi possono essere attaccate anche le drupe.

Difesa

Di norma gli attacchi di margaronia non giustificano interventi chimici poiché, in oliveti adulti, non causa danni di interesse economico. Inoltre è tenuta a freno dai trattamenti eseguiti contro la mosca delle olive.

Sugli impianti giovani, alla presenza dei primi stadi larvali, come anche in via eccezionale sugli impianti in piena produzione a seguito di un accertato consistente attacco, è consentito trattare col Bacillus thuringiensis. Il trattamento è efficace alla comparsa dei primi danni in presenza di larve ai primi stadi di sviluppo (I° e II° stadio).

Tra gli antagonisti naturali ricordiamo l’Imenottero Braconide Apantheles syleptae Ferr. e il dittero tachinide Ctonophorocera sp.

compie 4-5 generazioni all’anno che si accavallano tra loro, sverna in tutti gli stadi giovanili (ad eccezione delle larve di prima età) e come crisalide.