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MOSCA DELLE OLIVE

MOSCA DELLE OLIVE

Ordine: Diptera

Famiglia: Tephritidae

Nome scientifico: Bactrocera (= Dacus) oleae Gmel

Descrizione del parassita

L’insetto è un dittero presente in tutto il bacino del Mediterraneo. Il parassita compie un numero variabile di generazioni all’anno, da 3 a 5, normalmente anche una sesta generazione che si sviluppa in primavera sulle olive non raccolte. Il ciclo è strettamente legato alle condizioni ambientali in particolare all’andamento climatico e alle caratteristiche dell’olivo. Il clima influenza il ciclo del parassita soprattutto con la temperatura e in misura minore con l’umidità. Il secondo fattore ambientale è rappresentato dalle caratteristiche intrinseche delle olive, le femmine ricevono stimoli sensoriali che segnalano il grado di recettività dell’oliva, elemento che permette loro di scegliere le olive: prima dell’ovodeposizione la femmina “saggia” la dimensione, il colore e l’odore e, sembra, la presenza di determinate specie batteriche.

Gli adulti sono lunghi 4-5 mm, la femmina si differenzia dal maschio per la caratteristica presenza, nella parte distale dell’addome, di un robusto ovopositore con il quale perfora l’epicarpo della drupa per deporre le uova.

La femmina, dopo già due giorni dalla nascita è in grado di accoppiarsi, ma la deposizione delle uova non ha luogo prima di 7-8 giorni dalla nascita stessa. Normalmente in una drupa viene deposto non più di un uovo, comunque in annate di forte infestazione anche più uova.

Le prime infestazioni si verificano, nella prima quindicina di luglio su cultivar a maturazione precoce (in particolare le olive da mensa) e su piante recettive con pochi frutti, e comunque durante la fase di lignificazione del nocciolo, quando il mesocarpo ha ormai raggiunto una durezza sufficiente per poter fare sopravvivere le larve.

Le femmine all’atto della ovodeposizione conficcano l’organo ovopositore nelle drupe formando piccole ferite triangolari in fondo alle quali depongono un uovo. Dalle uova, di colore bianco opalescente e di forma allungata, fuoriescono dopo un periodo di incubazione che varia da 3 a 10 giorni, larve apode di forma conico cilindrica. Queste scavano nel mesocarpo della drupa gallerie ad andamento tortuoso senza una direzione ben precisa, ma con tendenza ad dirigersi sempre più verso il nocciolo. Queste gallerie dapprima sono filiformi, ma man mano che la larva si accresce diventano cavernose.

Le larve si evolvono attraverso tre stadi (I°, II° e III°) e, raggiunta la maturità, si impupano all’interno delle drupe non ancora mature o nel terreno nel periodo della raccolta.

Gli adulti sfarfallano dopo una settimana o poco più. Particolarmente dannose sono le infestazioni dei mesi di settembre-ottobre, sia sulle varietà da tavola che da olio.

Danni

Il danni arrecati si distinguono in quantitativi e qualitativi. I danni sotto l’aspetto quantitativo sono causati dalle larve di II e III età dell’insetto, e consiste nella sottrazione di una parte considerevole della polpa con conseguente riduzione della resa in olio. Una parte della produzione si perde anche a causa della cascola precoce dei frutti attaccati.

Sotto l’aspetto qualitativo va considerato il sensibile peggioramento della qualità dell’olio estratto da olive con un’elevata percentuale di attacchi da larve di III età.

L’olio ottenuto da olive bacate ha una spiccata acidità (espressa in acido oleico), e una minore conservabilità in quando presenta un numero di perossidi più elevato.

Dagli attacchi di mosca derivano anche deprezzamenti qualitativi più o meno gravi dovuti all’insediamento di muffe attraverso i fori di sfarfallamento. Questo peggioramento qualitativo si evidenzia in modo notevole negli oli ottenuti da olive bacate raccolte da terra o stoccate per più giorni prima della molitura.

Difesa

Per determinare il grado di infestazione del parassita vengono utilizzate metodologie di monitoraggio con rilevamento degli adulti mediante uso di trappole e campionamenti di drupe allo scopo di stimare la “soglia di intervento” (parametro economico nella valutazione della necessità dell’intervento fitoiatrico). Per monitorare la dannosità del parassita si consiglia di installare trappole attrattive innescate a feromone sin dall’inizio dei primi voli e di analizzare un campione di 100 olive prelevate da 10 piante rappresentative dal campo. Il trattamento chimico è giustificato quando si supera il 10 % di infestazione attiva (somma di uova e larve vive).

Una corretta impostazione della lotta integrata contro la mosca, va eseguita accertando periodicamente l’andamento dell’infestazione sulle drupe. Il campione prelevato va esaminato con opportune attrezzature (lenti di ingrandimento, microscopi) per valutare l’infestazione attiva costituita dalla somma, su 100 olive, delle uova e del numero di larve vive, mentre l’infestazione totale comprende anche il numero di pupe e i fori di uscita. Per determinare la soglia di intervento viene considerata solo l’infestazione attiva.

Per il controllo della mosca delle olive, sono state attivate negli ultimi anni numerose sperimentazioni allo scopo di ridurre le dosi di sostanza attiva da impiegare, gli effetti negativi sugli organismi utili. Prove sono state eseguite allo scopo di localizzare il trattamento a una parte della chioma con l’impiego di esche proteiche avvelenate, o con l’uso di trappole attivate con feromoni e esche proteiche miscelate ad insetticida.

La forma di controllo più utilizzata nell’area mediterranea è la lotta curativa o larvicida diretta principalmente contro le larve presenti nella polpa con l’uso di prodotti con buone capacità di penetrazione, esplicando una azione endoterapica. Il sistema curativo va impiegato quando l’infestazione attiva ha raggiunto il valore del 10-15% (soglia di intervento), e comunque nelle prime fasi di sviluppo della mosca (uovo e larva di I° età).

Le sostanze attive idonee al controllo della B. oleae sono il dimetoato, spinosad, fosmet e imidacloprid. Questi prodotti vanno usati rispettando le dosi e le indicazioni riportate sulle etichette dei formulati commerciali utilizzati.