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TIGNOLA

TIGNOLA

Ordine: Lepidoptera

Famiglia: Yponomeutidae

Nome scientifico: Prais oleae Bern.

Descrizione del parassita

L’adulto è una farfalla con livrea giallo argentea con macchie nerastre sulle ali. L’uovo è di forma ovale, lenticolare. La larva a completo sviluppo è generalmente di colore bruno verdastro chiaro o nocciola più o meno scuro. Per raggiungere il completo sviluppo la larva passa per 5 stadi di sviluppo caratterizzati da dimensioni crescenti della capsula cefalica. La crisalide, di colore brunastro, ha forma sub conica con la parte anteriore arrotondata.

P. oleae

Dalle uova deposte sul calice dei bottoni fiorali nascono, dopo quattro o cinque giorni, le larve della prima generazione che penetrano nei fiori dove si nutrono degli organi interni. Ogni larva è in grado di visitare 10-15 fiori legandoli con un filo di seta fino a formare un glomerulo che rende facilmente individuabili i fiori attaccati. Lo sviluppo larvale dura dai 20 ai 30 giorni, a completo sviluppo la larva si incrisalida in un bozzoletto tessuto all’interno del glomerulo o in anfratti della corteccia da cui, dopo 10-15 giorni, sfarfallano gli adulti della seconda generazione. Le femmine di questa generazione depongono le uova sul calice di frutticini, in prossimità del peduncolo. Dopo una incubazione di 5-6 giorni nascono le larve che realizzano una galleria parallela al peduncolo attraverso la quale raggiungono i cotiledoni all’interno del nocciolo. L’incrisalidamento può avvenire sia all’interno che all’esterno del frutto, di solito nel terreno. A fine estate compaiono gli adulti della terza generazione. Le uova vengono deposte sulla pagina superiore delle foglie, in prossimità della nervatura centrale. Dopo alcuni giorni nascono le larve che penetrano nel tessuto fogliare all’interno del quale si sviluppano attraverso cinque stadi ciascuno dei quali causa erosioni caratteristiche. Questa generazione costituisce la forma svernante dell’insetto, l’incrisalidamento avviene nel mese di marzo.

Danni

L’entità dei danni arrecati da P. oleae presenta, nella zone di diffusione, una variabilità molto ampia. Le larve di prima generazione danneggiano le infiorescenze. La percentuale di fiori attaccati può variare da poche decine fino a valori, in casi eccezionali, anche del 90-95%. Le larve della generazione carpofaga danneggiano la drupa e ne provocano la cascola in due momenti diversi, in giugno-luglio quando penetrano all’interno del frutto e in settembre-ottobre quando escono dal frutto per incrisalidarsi. I frutti caduti nella prima fase di solito sono confusi con il diradamento naturale o con la cascola tipica dell’olivo. Anche se la percentuale di piccole olive cascolate è elevata, la produzione è compensata dall’incremento ponderale in peso dei frutti rimasti e da una migliore resa in olio. Nella seconda fase cadono i frutti ormai prossimi alla maturazione. È di solito questa cascola che impressiona l’olivicoltore quando ormai non è più possibile prendere provvedimenti di difesa.

Le erosioni causate sulle foglie dalle larve di terza generazione limitano l’attività fotosintetica della pianta che tuttavia non determina mai livelli di danno tali da giustificare interventi di difesa.

Difesa

Le popolazioni delle tignola subiscono una notevole mortalità sia per cause abiotiche che per l’azione di numerosi parassiti.

Escludendo qualsiasi intervento contro le generazioni antofaga e fillofaga, il trattamento della generazione carpofaga deve essere ben valutato, anche con l’ausilio delle trappole a feromone, a seconda dell’andamento climatico e della cultivar.

Nelle nostre zone per le olive da olio, la soglia di intervento può variare dal 10 al 15 % di olivine infestate (somma di uova più larvette appena penetrate), superata tale soglia e sulla base delle catture sulle trappole, nel periodo di giugno-luglio, prima dell’indurimento del nocciolo, si possono impiegando insetticidi citotropici come il dimetoato.

compie tre generazioni annue ciascuna delle quali si svolge su un organo vegetativo diverso: la prima sui fiori (antofaga), la seconda all’interno dei frutti (carpofaga) e la terza, svernante, sulle foglie (fillofaga). Gli adulti che sfarfallano dalle crisalidi di questa ultima generazione compaiono allo stadio fenologico della differenziazione dei bottoni fiorali. 

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TIGNOLA

Ordine: Lepidoptera

Famiglia: Yponomeutidae

Nome scientifico: Prais oleae Bern.

Descrizione del parassita

L’adulto è una farfalla con livrea giallo argentea con macchie nerastre sulle ali. L’uovo è di forma ovale, lenticolare. La larva a completo sviluppo è generalmente di colore bruno verdastro chiaro o nocciola più o meno scuro. Per raggiungere il completo sviluppo la larva passa per 5 stadi di sviluppo caratterizzati da dimensioni crescenti della capsula cefalica. La crisalide, di colore brunastro, ha forma sub conica con la parte anteriore arrotondata.

P. oleae

compie tre generazioni annue ciascuna delle quali si svolge su un organo vegetativo diverso: la prima sui fiori (antofaga), la seconda all’interno dei frutti (carpofaga) e la terza, svernante, sulle foglie (fillofaga). Gli adulti che sfarfallano dalle crisalidi di questa ultima generazione compaiono allo stadio fenologico della differenziazione dei bottoni fiorali.

Dalle uova deposte sul calice dei bottoni fiorali nascono, dopo quattro o cinque giorni, le larve della prima generazione che penetrano nei fiori dove si nutrono degli organi interni. Ogni larva è in grado di visitare 10-15 fiori legandoli con un filo di seta fino a formare un glomerulo che rende facilmente individuabili i fiori attaccati. Lo sviluppo larvale dura dai 20 ai 30 giorni, a completo sviluppo la larva si incrisalida in un bozzoletto tessuto all’interno del glomerulo o in anfratti della corteccia da cui, dopo 10-15 giorni, sfarfallano gli adulti della seconda generazione. Le femmine di questa generazione depongono le uova sul calice di frutticini, in prossimità del peduncolo. Dopo una incubazione di 5-6 giorni nascono le larve che realizzano una galleria parallela al peduncolo attraverso la quale raggiungono i cotiledoni all’interno del nocciolo. L’incrisalidamento può avvenire sia all’interno che all’esterno del frutto, di solito nel terreno. A fine estate compaiono gli adulti della terza generazione. Le uova vengono deposte sulla pagina superiore delle foglie, in prossimità della nervatura centrale. Dopo alcuni giorni nascono le larve che penetrano nel tessuto fogliare all’interno del quale si sviluppano attraverso cinque stadi ciascuno dei quali causa erosioni caratteristiche. Questa generazione costituisce la forma svernante dell’insetto, l’incrisalidamento avviene nel mese di marzo.

Danni

L’entità dei danni arrecati da P. oleae presenta, nella zone di diffusione, una variabilità molto ampia. Le larve di prima generazione danneggiano le infiorescenze. La percentuale di fiori attaccati può variare da poche decine fino a valori, in casi eccezionali, anche del 90-95%. Le larve della generazione carpofaga danneggiano la drupa e ne provocano la cascola in due momenti diversi, in giugno-luglio quando penetrano all’interno del frutto e in settembre-ottobre quando escono dal frutto per incrisalidarsi. I frutti caduti nella prima fase di solito sono confusi con il diradamento naturale o con la cascola tipica dell’olivo. Anche se la percentuale di piccole olive cascolate è elevata, la produzione è compensata dall’incremento ponderale in peso dei frutti rimasti e da una migliore resa in olio. Nella seconda fase cadono i frutti ormai prossimi alla maturazione. È di solito questa cascola che impressiona l’olivicoltore quando ormai non è più possibile prendere provvedimenti di difesa.

Le erosioni causate sulle foglie dalle larve di terza generazione limitano l’attività fotosintetica della pianta che tuttavia non determina mai livelli di danno tali da giustificare interventi di difesa.

Difesa

Le popolazioni delle tignola subiscono una notevole mortalità sia per cause abiotiche che per l’azione di numerosi parassiti.

Escludendo qualsiasi intervento contro le generazioni antofaga e fillofaga, il trattamento della generazione carpofaga deve essere ben valutato, anche con l’ausilio delle trappole a feromone, a seconda dell’andamento climatico e della cultivar.

Nelle nostre zone per le olive da olio, la soglia di intervento può variare dal 10 al 15 % di olivine infestate (somma di uova più larvette appena penetrate), superata tale soglia e sulla base delle catture sulle trappole, nel periodo di giugno-luglio, prima dell’indurimento del nocciolo, si possono impiegando insetticidi citotropici come il dimetoato.

  Trappola innescata a feromone per Prays.