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MUFFA GRIGIA

 

MUFFA GRIGIA

Ordine: Helotiales

Famiglia: Sclerotinicaeae

Nome scientifico: Botrytis cinerea

Descrizione del parassita

Colpisce soprattutto i vigneti con notevole vigoria e quelli con forme di allevamento e sesti di impianto che ostacolano la circolazione della luce e dell’aria. Maggiormente colpiti sono i vitigni con grappoli compatti e le varietà più suscettibili ( Tocay, Pinot, Riesling, Moscato bianco, Verdicchio, Barbera, Schiava, Merlot, ecc. ) Le infezioni si realizzano quando le piante rimangono bagnate per almeno 15 ore consecutive ad una temperatura media di 15°C ( regola dei due 15 ). L’infezione botritica avviene ad opera dei conidi, che una volta giunti sulla pianta si fissano mediante un appressorio ed iniziano a germinare producendo un premicelio che, di norma, si insediano entro i tessuti vegetali attraverso lesioni di qualsiasi tipo ma che in particolari condizioni possono perforare attivamente la cuticola dell’acino per mezzo di appositi enzini. Al termine del periodo di incubazione (6-8 giorni) la zona colpita si ricopre della caratteristica muffa grigiastra costituita dai conidiofori con relativi conodi pronti a riprodurre la malattia

La conservazione di questo germe avviene da un anno all’altro prevalentemente come micelio (questo microrganismo è in grado di vivere a lungo in forma latente) poco frequente e comunque non indispensabile risulta la forma scleroziale.

Danni

Assai gravi sono gli attacchi botritici quando l’andamento climatico in prossimità della maturazione è caratterizzato da piogge persistenti che determinano spaccature della buccia, favorendo così l’entrata del patogeno. Anche le infestazioni delle tignole e la grandine creano ferite che favoriscono l’attività del fungo.

Le uve affette da botrite danno mosti di difficile fermentazione e vini facilmente soggetti alla casse ossidasica (è prodotta dall’ossidazione di composti ad opera di enzimi ossidasici in presenza di ossigeno, ciò provoca un imbrunimento del vino, formazione di iridescenza superficiale, alterazione del sapore con gusto marsalato).

La muffa grigia è una malattia molto grave e diffusa su numerose piante arboree ed erbacee (vite, fragola, pomacee, drupacee, solamacee, cucurbitacee, rosa, ecc.). Sulla vite la manifestazione più caratteristica e frequente si manifesta a carico degli acini, sui quali si producono inizialmente delle macchie bruno-olivacee che successivamente, nell’arco di pochi giorni, si evolvono in marciume molle. Nel caso la stagione decorra secca gli acini avvizziscono, altrimenti si ricoprono di una abbondante muffa color grigiastro, che si diffonde rapidamente sugli acini contigui.

Sui tralci l’infezione può verificarsi in vari periodi, quando essi sono ancora verdi si manifesta con imbrunimenti seguiti da ampie necrosi, che causano la morte della parte distale del tralcio.

L’attacco fogliare è poco frequente e si manifesta solitamente in periodi primaverili molto piovosi, la parte di lembo fogliare colpita, localizzata di norma al bordo, assume una tinta clorotica e successivamente dissecca acquistando una tonalità bruna.

Difesa

Nei nostri ambienti, specie in concomitanza di un andamento climatico umido e piovoso, intervenire in pre-chiusura grappolo, e nel periodo dell’invaiatura-maturazione.

Impiegare antibotritici specifici di nuova generazione come: fenexamide, pyrimethanil, fludioxonil insieme al ciprodinil, mepanipyrim, boscalid.